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Disturbi d’ansia
     

L’ansia, la paura , la fobia ,l’attacco di panico fanno parte di quella grande famiglia sintomatologica che va sotto il nome di disturbi d’ansia. I sintomi ad essa legata sono uniti da un unico filo conduttore rappresentato dalla reazione psico-somatica dell’organismo a stimoli ansiogeni di vario tipo. Secondo Aaron T. Beck , Direttore del centro di terapia cognitiva di Philadelfia possiamo così definire, distinguere e differenziare i sintomi legati ai disturbi d’ansia sopra citati.
L’ansia può essere distinta dalla paura in quanto la prima è un processo emotivo mentre la paura è un processo cognitivo. La paura implica la valutazione cognitiva di uno stimolo minaccioso;l’ansia invece riguarda la risposta emotiva a quella valutazione. Quando una persona è ansiosa, prova uno stato emotivo soggettivamente spiacevole, caratterizzato da sensazioni sgradevoli, come tensione o nervosismo e da sintomi fisiologici come palpitazioni cardiache, tremore,nausea, vertigini. L’ansia viene definita quindi come uno stato di tensione emotiva. Il termine ansia deriva dalla parola latina anxia che stava a significare una condizione di agitazione e preoccupazione e che a sua volta risale ad angere , che significa stringere , soffocare.
Una paura viene attivata quando una persona è esposta fisicamente o psicologicamente, alla situazione stimolo che considera minacciosa. Quando la paura è attivata, il soggetto prova ansia. La paura quindi è la valutazione del pericolo; l’ansia è lo stato emotivo spiacevole evocato quando la paura è stimolata. Inoltre contemporaneamente all’ansia si possono produrre una varietà di altri sintomi attribuibili al sistema nervoso autonomo.
Una fobia si riferisce a uno specifico oggetto. In un primo momento il soggetto é spaventato da una situazione o da eventi specifici( per es. luoghi alti, spazi chiusi o acqua profonda). In tali situazioni è fortemente preoccupato delle conseguenze che possono scaturire( cadere, soffocare, o affogare).
Quando viene attivata una fobia la reazione del soggetto può variare dall’ansia moderata al panico.
Gli oggetti fobici a loro volta possono variare da piccoli animali, a eventi atmosferici come i temporali, o a eventi sociali, come il parlare in pubblico o vivere in società.
La caratteristica principale di una fobia è rappresentata dal fatto che essa implica la valutazione di un alto grado di rischio in una situazione che è relativamente sicura.
Una persona ad es. che ha una fobia per i piccoli animali li percepisce come pericolosi, tuttavia non prova ansia fino a quando non si trova esposta a questi animali oppure non si immagina in tale situazione.
La presenza per esempio di un topo attiva la paura e la persona può pensare :”Il topo mi può morsicare ed io posso prendere la rabbia oppure morire”. La persona che percepisce questa minaccia come opprimente può avere un attacco di panico.
Il concetto di pericolo nasce dalle possibili conseguenze del contatto con l’animale. Prima che la persona abbia il contatto con il topo la paura è latente. Alla presenza dell’animale la paura è attivata insieme a tutti gli spiacevoli sintomi emotivi dell’ansia fino ad arrivare all’attacco di panico.

Il Panico è un stato di ansia acuta e intenso associato con altri sintomi drammatici di natura fisiologica, motoria e cognitiva.
I correlati fisiologici del panico sono una versione intensificata di quelli dell’ansia, cioè battito cardiaco accelerato, vertigini, sudorazione fredda e abbondante e tremore. Inoltre il soggetto prova un senso di catastrofe incombente,inibizione diffusa, e uno schiacciante desiderio di fuga o di essere aiutato.

Funzione e significato dell’ansia
La paura e l’ansia che ne deriva sono emozioni fondamentali, per la nostra sopravvivenza. Infatti esse ci permettono di riconoscere le situazioni di pericolo, di metterle in rapporto con le nostre strategie di difesa e di conseguenza ci mettono in condizioni reattive di affrontarle (attacco) oppure di evitarle (fuga). Quando l’uomo ( come l’animale) si trova in una situazione di pericolo, ecco che scatta automaticamente la reazione di allarme generale che trasforma il nostro organismo in istante in una potente macchina da combattimento. La reazione di allerta generale viene attivata dal sistema nervoso autonomo che provoca, indipendentemente dalla nostra volontà:
1) la dilatazione dei bronchi con aumento del ritmo e della gittata cardiaca , in modo da rifornire l’organismo di ossigeno sufficiente, indispensabile per il combattimento (attacco) o per l’eventuale evitamento (fuga)
2) la scarica di adrenalina che mantiene altissima l’attenzione e la vigilanza
3) la tensione muscolare conseguente, che rende l’organismo prontamente reattivo e lo mette in grado di attuare la strategia di difesa più idonea alla situazione di pericolo attuale ( attacco o fuga)
4) la dilatazione delle pupille che serve per avere una visione migliore
5) la vasocostrizione cutanea che fa rizzare capelli e peli. Il soggetto diviene ipersensibile a qualsiasi stimolo percettivo relativo alla circostanza di pericolo.
6) sudore delle mani e sudore di tutto il corpo con il rilascio di zuccheri da parte del fegato per aumentare l’energia per la pronta disponibilità all’azione.
La focalizzazione dell’attenzione trascina tutti gli organi di senso i quali vengono catalizzati dalla condizione di pericolo attuale. In questo senso la coscienza entra in uno stato di dissociazione (trance) in cui non esiste nient’altro se non l’attenzione per gli stimoli ansiogeni connessi con la circostanza. Possiamo dire senz’altro che il soggetto entra in uno stato di trance ipnotica in cui esiste, solo la condizione di pericolo, reagendo esclusivamente ad essa.
La capacità di sviluppare una trance è innata nell’uomo e negli animali superiori. Quindi la trance è naturale come dice Milton Erickson. Infatti la dissociazione della coscienza è un processo spontaneo, geneticamente determinato, omeostatico adattivo, selezionato negli animali superiori dalla pressione ambientale e attivato dal pericolo, dal dolore, dal rilassamento.
Osservando un topolino messo nella gabbia con un serpente la prima reazione è quella dell’autodifesa attraverso la strategia del:
1) blocco
2) movimento :corre strofinandosi gli occhi
Lo stare fermo ha un senso in quanto rappresenta una strategia di difesa (blocco) per cercare di non essere visti dall’avversario. Lo strofinarsi gli occhi è un rituale simbolico che ricorda un po’ la dissociazione che avviene negli esseri umani in seguito ad un grande shock. Infatti alcune persone reagiscono con la convinzione che quello che sta accadendo non sia vero. C’è un rifiuto nell’accettare la realtà.

Curare i disturbi d’ansia con l’ipnosi
L’ansia è una emozione fondamentale legata ai meccanismi di autodifesa per la sopravvivenza della specie negli animali superiori e in quanto tale, fortunatamente non è sotto il controllo della volontà dell’individuo. La natura ha programmato il nostro cervello in una parte cosciente ,vigile razionale ed una parte emotiva inconscia, irrazionale, non controllabile dalla nostra volontà. Ed è un bene che sia così. Perché se dovessimo essere noi a decidere cosa fare nel momento in cui un auto sta per investirci, di sicuro non avremmo scampo in quanto in una frazione di secondo dovremmo decidere come evitare l’incidente e nello stesso tempo passare anche all’azione. Visto che l’ansia non è sotto il controllo vigile della nostra coscienza e considerato che la sua attivazione avviene automaticamente attraverso il sistema nervoso autonomo ne consegue che la strategia terapeutica da attuare non deve passare attraverso la razionalità dell’individuo. Per questo motivo è perfettamente inutile dire ad una persona affetta da fobia specifica (ad es. fobia per gli animali, anche se di piccola taglia ed innocui) che quell’animale non è pericoloso e che si deve calmare. Infatti scattano in questa persona i meccanismi automatici di autodifesa inconscia che lo costringono ad avere quelle classiche reazioni psico- somatiche e cioè: battito cardiaco accelerato, vertigini, sudorazione fredda e abbondante , tremore. Inoltre il soggetto può provare un senso di catastrofe incombente,inibizione diffusa, e uno schiacciante desiderio di fuga. In questo caso nessuna rassicurazione verbale riesce a calmarlo proprio perché il sistema limbico cerebrale ( sede dell’mozioni) così attivato innesca al tempo stesso, il sistema nervoso autonomo responsabile dei correlati psico-somatici dell’ansia. Per questo motivo nei disturbi d’ansia l’ipnosi diventa una strategia terapeutica unica in quanto attraverso la trance si superano le barriere conscie dell’individuo per accedere alle proprie risorse inconscie di autoguarigione . l’ipnosi quindi rappresenta una terapia emotiva che accede a quella parte inconscia dell’individuo che lo porta a scoprire dentro di se la forza e l’energia necessaria per il cambiamento.
Distinzione tra ansia normale ed ansia patologica

Se l’ansia fa parte della normale reazione a stimoli minacciosi che mettono in pericolo la nostra incolumità fisica,quand’è che l’ansia può considerarsi normale e quando può essere diagnosticata come un sintomo patologico? L’ansia è generalmente considerata una reazione normale se ad attivarla è un pericolo realistico e se scompare quando questo pericolo non è più presente. Inoltre viene considerata anomala se il livello di ansia è fortemente sproporzionato rispetto al rischio e la gravità del possibile pericolo e se persiste perfino quando non esiste più un pericolo oggettivo. Un altro criterio è quello di valutare l’impatto della reazione sul funzionamento dell’individuo. Se provoca molta sofferenza, se si manifesta qualche effetto psicosomatico ( per es. coliti o dermatiti) e se le funzioni intellettuali o l’adattamento sociale/professionale sono danneggiati . Esiste a questo punto un fondamento per affermare che quella persona presenta ansia patologica.
Tuttavia è difficile tracciare una linea di confine ben precisa tra ansia normale ed ansia patologica, essendo la normalità regolata,in certa misura dalle norme sociali.
Se una persona, conformemente alle superstizioni della società in cui vive,( si pensi alle società in cui è fortemente presente la credenza alle fatture, ai malocchi ecc.) è cronicamente ansioso perché una persona influente le ha lanciato una maledizione o un malocchio,reagisce in modo anomalo?
Possiamo classificare come patologicamente ansioso un allievo paracadutista che è al suo primo lancio da un aereo? Consideriamo una persona che sviluppa sintomi di ansia ogni volta che deve prendere un treno per andare a lavorare e di conseguenza evita i treni assumendosi il rischio più grande di guidare l’automobile su un autostrada con alto tasso di incidenti. Usando come guida le norme sociali correnti, possiamo affermare che questa persona è affetta da fobia (piuttosto che da una semplice paura) dei treni.
Più grave è l’ansia e l’evitamento nei confronti del rischio reale, più è facile fare diagnosi di fobia.
Si può affermare quindi che è possibile formulare una pronta diagnosi quando il contenuto della paura è inverosimile.

Fobie
Tra i disturbi d’ansia un posto particolare occupano le fobie
Una fobia si riferisce a uno specifico oggetto che caratterizza la specificità della fobia stessa. L’oggetto della fobia può essere un animale , una situazione o un evento specifico. Quando viene attivata una fobia la reazione del soggetto può variare dall’ansia moderata al panico. L’ansia cosiddetta anicipatoria che si manifesta in un fobico può presentarsi al solo pensiero di trovarsi di fronte all’oggetto fobico. Infatti la reazione da allarme generale viene attivata automaticamente con tutti i correlati fisiologici sopra specificati. Possiamo distinguere le fobie in rapporto all’oggetto fobico. In questo caso ne risulta un elenco lunghissimo. Ci si sofferma quindi solo sulle fobie più diffuse.

L’agorafobia è caratterizzata dalla paura di sentirsi soli ed abbandonati senza alcun punto di
riferimento. In genere l’agorafobico senza la presenza di qualche persona che la rassicuri evita luoghi aperti o affollati

Fobie traumatiche in risposta ad un evento traumatico subito e che al minimo accenno ( anche inconsistente) che si possa ripresentare scatta l’ansa anticipatoria

Fobie specifiche per specifici animali, indipendentemente dalla grandezza o dalla pericolosità. Possono essere anche insetti

Fobie per i microbi . Esse rientrano anche tra le fobie per lo sporco e le infezioni

Nosofobia, paura di poter prendere una malattia, di infettarsi, a volte può essere al limite con quadri ipocondriaci od ossessivi.

Fobie da palcoscenico che riguarda persone che non riescono a parlare in pubblico

Claustrofobia, in cui l’angoscia è quella di trovarsi in un luogo chiuso da cui non poter uscire.

Fobie di fissazione quelle per cui è possibile identificare una fissazione a intense paure precoci di danno fisico o morte (acqua, temporali, ferite, sangue),di essere soli o smarrirsi, di subire un attacco, di cadere, del dolore.

Fobie dei mezzi di trasporto. Aereo- treni- autobus- tram.

Dismorfofobia. Timore di avere parte del proprio corpo sgradito, inaccettabile. In genere è segno di una patologia ben più grave (psicosi)

 

 
L'Ipnosi e la Salute
     

Il termine ipnosi nell’immaginario collettivo è stato sempre associato a qualche cosa di magico , di misterioso o di mistico e purtroppo grazie ai messaggi dei mass media ad un fenomeno da spettacolo, da baraccone.     CONTINUA


Sconfiggere la Psoriasi
     

La psoriasi è una malattia che si caratterizza per le caratteristiche lesioni cutanee di colore bianco argentee che prediligono alcuni distretti del corpo quali: gomiti, ginocchia , cuoio capelluto, regione sacrale, dorsale, mani , piedi ecc.   CONTINUA


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